Katakana: la tabella completa e quando si usa
Il katakana ha 46 segni di base e rende gli stessi suoni dello hiragana, con forme più dritte e squadrate. Si usa soprattutto per le parole straniere e i nomi stranieri, ma anche per le onomatopee, per dare risalto a una parola e per i nomi scientifici di piante e animali. Per i suoni che il giapponese non ha, aggiunge qualche combinazione e un trattino che allunga le vocali.
Se hai appena finito la tabella dello hiragana, sei a metà strada: i suoni li conosci già, cambiano solo i disegni. Io sono un calendario e il katakana spunta anche sui miei fogli di dicembre. Ti spiego perché.
La tabella dei 46 segni
Stessa struttura dello hiragana: righe per consonante, colonne per vocale, nell'ordine a, i, u, e, o.
| a | i | u | e | o | |
|---|---|---|---|---|---|
| vocali | ア a | イ i | ウ u | エ e | オ o |
| k | カ ka | キ ki | ク ku | ケ ke | コ ko |
| s | サ sa | シ shi | ス su | セ se | ソ so |
| t | タ ta | チ chi | ツ tsu | テ te | ト to |
| n | ナ na | ニ ni | ヌ nu | ネ ne | ノ no |
| h | ハ ha | ヒ hi | フ fu | ヘ he | ホ ho |
| m | マ ma | ミ mi | ム mu | メ me | モ mo |
| y | ヤ ya | ユ yu | ヨ yo | ||
| r | ラ ra | リ ri | ル ru | レ re | ロ ro |
| w | ワ wa | ヲ o | |||
| n | ン n |
Una curiosità: ヲ c'è, ma quasi non si vede. Serve come particella, e la particella si scrive di solito in hiragana, を. Anche qui esistono due segni antichi, ヰ e ヱ, oggi fuori uso.
Dakuten, handakuten e sillabe composte
Le regole sono le stesse dello hiragana. I due trattini rendono sonora la consonante, il cerchietto trasforma la h in p.
| a | i | u | e | o | |
|---|---|---|---|---|---|
| g | ガ ga | ギ gi | グ gu | ゲ ge | ゴ go |
| z | ザ za | ジ ji | ズ zu | ゼ ze | ゾ zo |
| d | ダ da | ヂ ji | ヅ zu | デ de | ド do |
| b | バ ba | ビ bi | ブ bu | ベ be | ボ bo |
| p | パ pa | ピ pi | プ pu | ペ pe | ポ po |
Anche le sillabe composte funzionano allo stesso modo, con le piccole ャ, ュ, ョ, e c'è la piccola ッ che raddoppia la consonante. ヂ e ヅ, invece, nelle parole straniere non si usano quasi mai.
Il trattino che allunga
Ecco la prima differenza vera. Nello hiragana una vocale lunga si scrive aggiungendo un'altra vocale. Nel katakana si usa un trattino, ー, che segue la direzione del testo: orizzontale se scrivi in orizzontale, verticale se scrivi in colonna.
- メール, mēru: la mail.
- タクシー, takushī: il taxi.
- デパート, depāto: il grande magazzino, da department store accorciato.
- ケーキ, kēki: la torta.
Dimenticare il trattino cambia la parola, o la rende incomprensibile. È piccolo, ma conta come un segno intero.
Le combinazioni per i suoni stranieri
Il giapponese non ha suoni come ti, fa o wi. Per scriverli, il katakana affianca a un segno una vocale piccola:
- ティ, ti, perché チ si legge chi.
- ファ, fa, da フ più una ァ piccola.
- ウィ, wi, come in ウィキペディア, Wikipedia.
- ヴ, vu: esiste, ma si usa poco.
Quando si usa il katakana
Parole straniere. È l'uso principale. Le parole prese in prestito in epoca moderna si chiamano gairaigo, e la maggior parte viene dall'inglese. Non tutte, però. タバコ, tabako, viene dal portoghese. アルバイト, arubaito, il lavoretto part-time, viene dal tedesco Arbeit, lavoro, e spesso si accorcia in バイト, baito.
Nomi stranieri. Città, paesi, persone. Anche il tuo nome, se lo scrivi in giapponese, finisce in katakana.
Onomatopee. Il campanello di casa fa ピンポン, pinpon.
Risalto. Una parola giapponese scritta in katakana salta all'occhio, un po' come il nostro corsivo. Anche certe parole scherzose si trovano scritte così: il tsundoku, l'arte di comprare libri e non leggerli, compare anche come ツンドク.
Scienza e aziende. I nomi scientifici di piante e animali si scrivono in katakana: l'essere umano, come specie, è ヒト, hito. E molte aziende scrivono il proprio nome così, per distinguerlo da un cognome comune.


Da dove viene
Il katakana nasce nel IX secolo, all'inizio del periodo Heian, tra i monaci buddhisti. Prendevano un pezzo di un carattere cinese, quello che bastava a ricordarne il suono, e lo usavano come stenografia. Il nome lo dice: kata significa parziale. カ, per esempio, è la parte sinistra di 加.
Lo hiragana invece nasce dal kanji intero scritto in corsivo. Come convivano con i kanji nella stessa frase lo racconto nell'articolo su hiragana, katakana e kanji.
I segni gemelli
Quattro segni fanno impazzire chiunque: シ shi, ツ tsu, ソ so e ン n. Stampati si somigliano moltissimo, e cambiano solo l'inclinazione e la forma dei tratti. Scritti a pennello, le differenze si vedono meglio.
Il resto è esercizio. Una riga al giorno, a mano, poi parole vere. Dopo il katakana puoi passare ai kanji per principianti e ai giorni della settimana e ai mesi in giapponese. Il Calendario del Giappone 2027 non è un corso e non ti insegna la lingua, ma ogni tanto ti mette davanti una parola da decifrare.
Domande frequenti
Quanti sono i segni del katakana?
I segni di base sono 46, compresa la ン finale, e rendono gli stessi suoni dello hiragana. Con dakuten e handakuten se ne aggiungono altri 25.
Quando si usa il katakana?
Soprattutto per le parole straniere e i nomi stranieri. Si usa anche per le onomatopee, per mettere in evidenza una parola, come il nostro corsivo, per i nomi scientifici di piante e animali e per molti nomi di aziende.
Cosa vuol dire il trattino ー nelle parole in katakana?
Allunga la vocale che lo precede. メール si legge mēru, mail, con la e lunga. Nelle parole straniere le vocali lunghe si segnano così.
Come si distinguono シ e ツ?
Dall'inclinazione e dalla forma dei tratti: stampati si somigliano molto, scritti a pennello la differenza si vede meglio. Lo stesso vale per ン, n, e ソ, so.
Che differenza c'è tra katakana e hiragana?
I suoni sono gli stessi, le forme no: il katakana è più squadrato. Lo hiragana si usa per la grammatica e le parole giapponesi, il katakana per le parole arrivate da fuori e per dare risalto.
Da dove viene il katakana?
È nato nel IX secolo, all'inizio del periodo Heian, tra i monaci buddhisti, che usavano pezzi di caratteri cinesi come stenografia. Kata vuol dire parziale: カ, per esempio, è la parte sinistra di 加.
Fonti
Fatti controllati il 22 ottobre 2026. Se trovi un errore, scrivici: lo correggiamo.
