Parole giapponesi belle: 30 da conoscere, con significato
Le parole giapponesi belle sono spesso parole semplici: un fiore, una stagione, un saluto. Qui ne trovi trenta, con la scrittura e il significato, divise in quattro gruppi: la natura, i sentimenti, le cose che si dicono, le cose che si guardano. Da sakura a kintsugi, passando per kokoro.
Io sono un calendario e di parole giapponesi ne mostro una ogni sei giorni circa. Queste trenta sono quelle che la gente si copia più spesso su un biglietto. Un avviso: le quindici che in italiano richiedono una frase intera, come tsundoku e komorebi, stanno in una pagina a parte, quella delle parole giapponesi intraducibili. Qui non le ripeto.
Parole della natura e delle stagioni
Il giapponese ha un nome per quasi tutto quello che succede fuori dalla finestra. E spesso il nome dice già cosa fare: andare a guardare.
- 桜 Sakura. Il ciliegio in fiore. Fiorisce per pochi giorni, e per quei giorni il Paese cambia programma.
- 花見 Hanami. Alla lettera, guardare i fiori. In pratica: un telo sotto i ciliegi, da mangiare, e un brindisi con amici e colleghi. Quando fioriscono, e dove, lo spiega la pagina su quando andare in Giappone.
- 桜前線 Sakura zensen. Il fronte dei ciliegi: la linea della fioritura che risale il Giappone da sud a nord. In primavera compare nelle previsioni in TV, sulla cartina.
- 梅雨 Tsuyu. La stagione delle piogge. Si scrive con i caratteri di "prugna" e "pioggia", perché arriva quando maturano le prugne.
- 花火 Hanabi. I fuochi d'artificio. Alla lettera sono fiori di fuoco: hana è fiore, hi è fuoco.
- 月見 Tsukimi. Guardare la luna. È la sera della luna piena di metà autunno, con gli gnocchetti di riso alla finestra.
- 紅葉狩り Momijigari. Caccia alle foglie rosse. Non si cattura niente: si va apposta in un posto per guardare gli aceri che cambiano colore.
- 木枯らし Kogarashi. Il vento freddo di fine autunno. Il nome significa "che fa seccare gli alberi".
Noti lo schema? Fiori, luna, foglie: tre stagioni, tre verbi per "andare a guardare".



Parole del cuore
- 心 Kokoro. Cuore. Ma anche mente, spirito, sentimento: in giapponese stanno nella stessa parola. È il titolo di un romanzo di Natsume Sōseki, uscito nel 1914.
- 愛 Ai. L'amore in senso largo: per una persona, per la famiglia, per gli altri.
- 恋 Koi. L'innamoramento, il desiderio di qualcuno che ti manca. In italiano diciamo "amore" per tutte e due le cose, e poi ci tocca spiegare.
- 夢 Yume. Sogno, sia quello della notte sia quello che insegui. Il primo sogno dell'anno ha un nome suo, hatsuyume, e si dice che annunci come andranno i dodici mesi.
- 絆 Kizuna. Il legame tra le persone. Nel 2011, l'anno del terremoto e dello tsunami del Tōhoku, è stato scelto come kanji dell'anno.
- 生き甲斐 Ikigai. Unisce iki, vivere, e kai, valore. Sul mio foglio del 25 gennaio lo traduco così: il motivo per cui la mattina ti alzi dal letto. Cosa significa davvero, e perché il diagramma a quattro cerchi non è giapponese, lo spiego nella pagina sul significato di ikigai.
- 優しい Yasashii. Gentile, dolce, premuroso. Si dice di una persona, di una voce, di un gesto.
- 故郷 Furusato. Il paese dove sei cresciuto. È anche il titolo di una canzone del 1914 che in Giappone si impara da bambini: parla di chi lavora lontano e ripensa alle colline di casa.


Parole che si dicono ogni giorno
Alcune delle parole più belle non descrivono niente. Si dicono e basta, al momento giusto. Il resto delle buone maniere sta nel galateo giapponese.
- ありがとう Arigatō. Grazie. Viene dall'aggettivo arigatai, che in origine voleva dire "difficile che esista", quindi raro. Ringraziare, in giapponese, è dire: una cosa così non capita spesso. Con il portoghese obrigado non c'entra: la somiglianza è un caso.
- 頂きます Itadakimasu. Si dice a mani giunte prima di mangiare. Alla lettera è un umile "ricevo": un grazie a chi ha cucinato, a chi ha coltivato e a quello che è finito nel piatto.
- ただいま Tadaima. Si dice entrando in casa: sono tornato.
- おかえり Okaeri. La risposta, da dentro: bentornato. Le due parole vanno in coppia, come una porta e la sua chiave.
- 頑張って Ganbatte. Si dice a chi ha davanti un esame, una gara, una giornata lunga. Sta tra "forza" e "dai che ce la fai".
- 乾杯 Kanpai. Il brindisi. I due caratteri dicono "asciugare" e "coppa": bicchiere vuoto, in teoria.
- 良いお年を Yoi otoshi wo. Buon anno, ma detto prima: è l'augurio degli ultimi giorni di dicembre, per chi rivedrai a gennaio.


Parole per le cose belle da guardare
- かわいい Kawaii. Carino, tenero, adorabile. Si dice di gattini, dolcetti, astucci e anche delle mascotte ufficiali di città e prefetture.
- 金継ぎ Kintsugi. Alla lettera, giuntura d'oro. Una tazza rotta si ripara con lacca e polvere d'oro. La crepa resta in vista e diventa il pezzo forte.
- 折り紙 Origami. Da oru, piegare, e kami, carta. Una delle poche parole giapponesi che usi da quando avevi sei anni.
- おもてなし Omotenashi. L'ospitalità alla giapponese: capire di cosa avrà bisogno l'ospite prima che lo chieda, senza aspettarsi nulla in cambio.
- 渋い Shibui. È il sapore astringente del cachi acerbo. Ma si dice anche di un'eleganza sobria, che non fa niente per farsi notare.
- 七夕 Tanabata. La sera del sette. Il 7 luglio due stelle innamorate, separate dalla Via Lattea, si incontrano per una notte. Si appendono al bambù strisce di carta con un desiderio.
- 鯉のぼり Koinobori. Le carpe di stoffa che il 5 maggio sventolano sui tetti per la festa dei bambini. La carpa risale la corrente: l'augurio è crescere con la stessa testardaggine.
Tanabata e koinobori sono parole con una data. Le trovi tutte, con i giorni giusti, nell'elenco delle feste giapponesi del 2027.



Le trenta parole in una tabella
| Parola | Scrittura | Significato in breve |
|---|---|---|
| Sakura | 桜 | Ciliegio in fiore |
| Hanami | 花見 | Guardare i fiori |
| Sakura zensen | 桜前線 | Il fronte dei ciliegi |
| Tsuyu | 梅雨 | Stagione delle piogge |
| Hanabi | 花火 | Fuochi d'artificio, "fiori di fuoco" |
| Tsukimi | 月見 | Guardare la luna |
| Momijigari | 紅葉狩り | Andare a vedere le foglie rosse |
| Kogarashi | 木枯らし | Vento freddo di fine autunno |
| Kokoro | 心 | Cuore, mente, spirito |
| Ai | 愛 | Amore |
| Koi | 恋 | Innamoramento |
| Yume | 夢 | Sogno |
| Kizuna | 絆 | Legame tra le persone |
| Ikigai | 生き甲斐 | Il motivo per alzarsi la mattina |
| Yasashii | 優しい | Gentile, dolce |
| Furusato | 故郷 | Il paese d'origine |
| Arigatō | ありがとう | Grazie |
| Itadakimasu | 頂きます | "Ricevo", prima di mangiare |
| Tadaima | ただいま | Sono tornato |
| Okaeri | おかえり | Bentornato |
| Ganbatte | 頑張って | Forza, ce la fai |
| Kanpai | 乾杯 | Cin cin |
| Yoi otoshi wo | 良いお年を | Buon anno, detto a dicembre |
| Kawaii | かわいい | Carino, tenero |
| Kintsugi | 金継ぎ | Riparare con lacca e oro |
| Origami | 折り紙 | Carta piegata |
| Omotenashi | おもてなし | Ospitalità |
| Shibui | 渋い | Astringente; di eleganza sobria |
| Tanabata | 七夕 | La festa delle stelle, 7 luglio |
| Koinobori | 鯉のぼり | Carpe di stoffa del 5 maggio |
Come usarle senza fare danni
Una parola giapponese sta bene su un biglietto d'auguri, sulla prima pagina di un quaderno, in una dedica. Tre consigli pratici.
- Copia i caratteri da una fonte sicura. Un tratto in più e kokoro diventa un'altra cosa. Per capire come sono fatti, c'è la pagina su hiragana, katakana e kanji.
- Per un tatuaggio, fai controllare da un madrelingua. Un biglietto si butta, un braccio no.
- Scegli la parola per la persona. Ganbatte a chi ha un esame, kizuna a un'amica di vecchia data, betsubara a chi ordina sempre il dolce.
Se la persona il giapponese lo sta imparando sul serio, il biglietto può accompagnare uno dei regali per chi studia giapponese.
Una parola ogni tanto, per un anno
Trenta parole in una pagina sono tante. Lette tutte insieme, domani ne ricordi quattro. Io faccio il contrario: nel Calendario del Giappone 2027 le parole arrivano una alla volta, ogni sei giorni circa, scritte in grande con la trascrizione e la spiegazione. In mezzo ci sono proverbi e haiku, curiosità, quiz e pagine da compilare, per 365 fogli a strappo.
Non ti insegno il giapponese. Ti lascio una parola sulla scrivania, e a fine anno ne conosci una sessantina. Se stai pensando a un regalo, guarda la pagina regalo per chi ama il Giappone.
Domande frequenti
Quali sono le parole giapponesi più belle?
Dipende dal gusto, ma tra le più amate ci sono sakura (ciliegio in fiore), hanabi (fiori di fuoco, cioè fuochi d'artificio), kokoro (cuore e mente insieme), kizuna (legame), yume (sogno), ikigai (ciò per cui vale la pena alzarsi) e kintsugi (riparare con l'oro).
Cosa significa kokoro?
Kokoro, scritto 心, vuol dire cuore, ma copre anche quello che in italiano chiamiamo mente, spirito, sentimento. È anche il titolo di un romanzo di Natsume Sōseki del 1914.
Che differenza c'è tra ai e koi?
Tutte e due si traducono amore. Ai, 愛, è l'amore in senso largo: per una persona, per la famiglia, per gli altri. Koi, 恋, è l'innamoramento, il desiderio di qualcuno che ti manca.
Arigatō viene dal portoghese obrigado?
No, la somiglianza è un caso. Arigatō viene dall'aggettivo arigatai, che in origine voleva dire difficile che esista, quindi raro. I portoghesi arrivarono in Giappone nel 1543, quando la parola si usava già.
Cosa significa hanabi?
Hanabi, scritto 花火, vuol dire fuochi d'artificio. Alla lettera è fiori di fuoco: hana è fiore, hi è fuoco.
Dove trovo altre parole giapponesi con il significato?
Nell'articolo sulle parole giapponesi intraducibili ce ne sono altre quindici, da tsundoku a komorebi. Il Calendario del Giappone 2027 dedica un foglio a una parola giapponese ogni sei giorni circa.
Fonti
- Wiktionary, ありがとう (etimologia di arigatō)
- Wiktionary, 乾杯
- Wikipedia, Kanji of the Year (kizuna, 2011)
- Wikipedia, Kokoro (romanzo di Natsume Sōseki)
- Wikipedia, Furusato (canzone del 1914)
- Wikipedia, Ikigai
- Wikipedia, Kintsugi
- Wikipedia, Origami
- Jisho, dizionario giapponese-inglese
Fatti controllati il 13 ottobre 2026. Se trovi un errore, scrivici: lo correggiamo.
