Regali per chi studia giapponese: idee per ogni livello
A chi studia giapponese si regala qualcosa che entra nello studio di tutti i giorni, e il regalo giusto cambia con il livello. Chi ha appena cominciato ha bisogno di carta a quadretti e di una buona penna. Chi studia da qualche anno vuole un dizionario di kanji e qualcosa da leggere. Chi è avanti apprezza un romanzo in originale o l'iscrizione all'esame.
Io sono un calendario e di studenti di giapponese ne vedo parecchi, di solito alle sette di mattina, con il caffè in mano e un kanji che non vuole entrare in testa. Qui sotto trovi le idee divise per livello. Niente marche: conta l'oggetto.
Prima scopri a che punto è
Non serve fargli un esame. Bastano tre indizi.
- Principiante: riempie pagine con lo stesso segno ripetuto venti volte. Sta imparando hiragana e katakana, 46 segni ciascuno.
- Intermedio: ha un quaderno pieno di kanji e si lamenta delle letture. Nomina spesso una sigla con una N davanti.
- Avanzato: legge dal telefono cose che tu non sai nemmeno da che parte girare. I sottotitoli gli danno fastidio.
Se la differenza tra i tre sistemi di scrittura non ti è chiara, c'è la pagina su hiragana, katakana e kanji: dieci minuti e saprai di cosa parla a cena.
| Livello | Cosa gli serve | Idee regalo |
|---|---|---|
| Principiante | Scrivere molto a mano | Fogli a quadretti, penna a pennello, tabella dei kana |
| Intermedio | Kanji e prime letture | Dizionario di kanji, libri con i furigana, set da calligrafia |
| Avanzato | Leggere e mettersi alla prova | Romanzo in originale, karuta, iscrizione al JLPT |
Per chi ha appena cominciato
Un blocco di genkō yōshi
Il genkō yōshi (原稿用紙) è la carta a quadretti su cui scrivono gli studenti giapponesi. Ogni quadretto ospita un carattere o un segno di punteggiatura. I fogli ne hanno di solito 200 oppure 400, e in Giappone i compiti delle elementari e delle medie si consegnano spesso così. Per chi impara i kana è l'attrezzo perfetto: il quadretto ti obbliga a dare a ogni segno le sue proporzioni.
Una penna a pennello
Ha la punta morbida, come un pennellino, e l'inchiostro dentro. Fa capire perché un tratto finisce a punta e un altro si ferma netto, cosa che con la biro non si vede. Costa pochi euro e non sporca la scrivania.
Una tabella dei kana da appendere
Brutta da dire, ma i kana si imparano guardandoli mille volte. Una tabella accanto alla scrivania, o sul frigorifero, lavora anche quando lui non studia.
Un quaderno bello
Sembra poco. Ma chi comincia una lingua comincia anche un quaderno, e lo tiene per anni. Carta liscia, quadretti o pagine bianche, copertina che regga lo zaino.
Per chi studia da un po'
Un dizionario di kanji, di carta
I kanji di uso comune, i jōyō kanji, sono 2.136. Il telefono li trova tutti in un secondo, ed è proprio questo il problema: quello che trovi in un secondo lo dimentichi in due. Un dizionario di carta costringe a contare i tratti e a cercare il radicale. Ci vuole di più, e resta di più.
Qualcosa da leggere con i furigana
I furigana sono i kana scritti in piccolo sopra o accanto a un kanji, per dire come si legge. Si trovano nei libri per bambini e in molti fumetti per ragazzi, oltre che nei manuali per stranieri. Per uno studente intermedio sono il salvagente: può leggere una storia vera senza fermarsi a ogni riga. Chiedi in una libreria specializzata un titolo adatto al suo livello, oppure una raccolta di letture graduate.
Se gli piacciono i testi brevi, vanno benissimo anche i proverbi giapponesi con il testo originale: poche parole, e la soddisfazione di capirle tutte.
Un set da calligrafia
La calligrafia si fa con quattro strumenti, chiamati i quattro tesori dello studio: il pennello (fude), l'inchiostro in bastoncino (sumi), la pietra su cui lo si scioglie (suzuri) e la carta. In Giappone c'è perfino un giorno dedicato: il kakizome, la prima calligrafia dell'anno, che per tradizione si scrive il 2 gennaio. Regalato a Natale, il set arriva giusto in tempo, e insieme agli altri regali di Natale per chi ama il Giappone fa un pacco intero.


Qualche ora di conversazione
Chi studia da solo legge e scrive, ma parla poco. Un buono per qualche lezione individuale con un insegnante madrelingua vale più di un altro libro. Chiedi a lui dove preferisce farle.
Per chi è già avanti
Un romanzo in formato tascabile
In Giappone molti romanzi escono anche in bunkobon: tascabili piccoli, in gran parte formato A6, cioè 105 per 148 millimetri. Stanno in una tasca del cappotto. Per chi è avanzato, leggere un romanzo intero in originale è un traguardo. Scegli un autore che ama già in traduzione, così la trama la conosce e può godersi la lingua.
Un mazzo di karuta
Lo Hyakunin isshu è una raccolta di cento poesie di cento poeti, messa insieme da Fujiwara no Teika, che visse tra il 1162 e il 1241. Da secoli ci si gioca a carte. Il mazzo ha cento carte da leggere, con la poesia intera, e cento carte da prendere, con i soli versi finali. Uno legge, gli altri si lanciano sulla carta giusta. Dal Novecento si gioca soprattutto nei giorni di Capodanno. Per chi sa il giapponese è una sfida seria, e un bell'oggetto da tenere. Se le poesie brevi gli piacciono, digli di passare da cosa sono gli haiku.
L'iscrizione al JLPT
Il JLPT è l'esame di certificazione del giapponese per chi non è madrelingua. Ha cinque livelli: N5 è il più facile, N1 il più difficile. Si tiene due volte l'anno, a luglio e a dicembre, ma fuori dal Giappone alcune città lo ospitano una volta sola. Non ha limiti di età.
Pagargli la quota è un regalo utile e un po' perfido, perché poi deve studiare. Non iscriverlo tu: il livello lo sceglie lui, e le date e le sedi vanno controllate sul sito ufficiale. Mettigli in una busta un biglietto con scritto ganbatte, che sta tra "forza" e "dai che ce la fai".
Regali che vanno bene a ogni livello
- Un astuccio serio. Chi studia giapponese consuma matite e gomme a un ritmo che non immagini.
- Un biglietto con una parola. Scegline una tra le parole giapponesi belle, copiala con calma, e lascia che sia lui a leggertela.
- Un calendario. Qui sono di parte, e ne parlo sotto.
Se la persona ama il Giappone ma non lo studia, la lista giusta è quella dei regali per chi ama il Giappone, divisi per tipo di appassionato.
Cosa non regalare
- Un manuale scelto a caso. Quasi sempre ne segue già uno, con il suo insegnante o il suo corso. Un secondo manuale finisce sullo scaffale.
- Oggetti con kanji decorativi. Se non sai cosa c'è scritto, lascia stare. Lui lo legge, e a volte c'è scritto "zuppa".
- Il metodo miracoloso. Il giapponese in trenta giorni non esiste. Lui lo sa, e il regalo suona come una presa in giro.
E io?
Te lo dico chiaro: io non insegno il giapponese. Sono scritto in italiano e non sono un corso. Il Calendario del Giappone 2027 ha 365 fogli a strappo, e ogni sei giorni circa ne dedica uno a una parola giapponese, scritta in kanji o in kana, con la trascrizione e la spiegazione. In mezzo ci sono proverbi e haiku, curiosità, quiz e pagine da compilare. Per i primissimi passi, intanto, ci sono i saluti in giapponese con scrittura e pronuncia.
A chi studia servo in due modi. Abituo l'occhio ai caratteri, un foglio alla volta. E gli ricordo ogni mattina perché ha cominciato, soprattutto nei giorni in cui i kanji vincono. Sto sulla scrivania, con la mia base in legno, proprio accanto al quaderno. Per capire se sono adatto alla persona che hai in mente c'è la pagina regalo per chi ama il Giappone.
Domande frequenti
Cosa regalare a chi ha appena iniziato a studiare giapponese?
Carta e penna. Un blocco di fogli a quadretti per esercitarsi con hiragana e katakana, una penna a pennello, una tabella dei kana da appendere. Chi comincia deve scrivere molto a mano, e sono regali che costano poco.
Cosa regalare a chi studia giapponese da qualche anno?
Qualcosa da leggere e qualcosa per i kanji: un dizionario di kanji di carta, un libro o un fumetto in originale con i furigana, cioè la lettura scritta in piccolo accanto ai caratteri, oppure un set da calligrafia.
Che regalo fare a chi il giapponese lo sa già bene?
Un romanzo in originale in formato tascabile, un mazzo di karuta con le cento poesie dello Hyakunin isshu, oppure la quota d'iscrizione al JLPT, l'esame di certificazione. Prima chiedi quale livello vuole tentare.
Che cos'è il JLPT?
È il Japanese-Language Proficiency Test, l'esame di certificazione del giapponese per chi non è madrelingua. Ha cinque livelli, da N5, il più facile, a N1, il più difficile. Si tiene a luglio e a dicembre, ma fuori dal Giappone alcune città lo ospitano una sola volta l'anno. Non ha limiti di età.
Un calendario sul Giappone è un regalo adatto a chi studia giapponese?
Sì, se lo prendi per quello che è. Il Calendario del Giappone 2027 è scritto in italiano e non è un corso. Ogni sei giorni circa mostra una parola giapponese scritta in kanji o in kana, con trascrizione e spiegazione: abitua l'occhio, e fa compagnia a chi studia.
Quali regali evitare per chi studia giapponese?
Il manuale scelto a caso, perché quasi sempre ne segue già uno con il suo insegnante. E gli oggetti con kanji decorativi di cui non conosci il significato: chi studia li legge, e a volte c'è scritto qualcosa di buffo.
Fonti
- JLPT, sito ufficiale: domande frequenti (date, sedi, età)
- Wikipedia, Japanese-Language Proficiency Test
- Wikipedia, Genkō yōshi
- Wikipedia, Furigana
- Wikipedia, Four Treasures of the Study
- Wikipedia, Kakizome
- Wikipedia, Bunkobon
- Wikipedia, Ogura Hyakunin Isshu
- Wikipedia, Uta-garuta
Fatti controllati il 13 ottobre 2026. Se trovi un errore, scrivici: lo correggiamo.
