Vai al contenuto
Preordine aperto: -15% sul calendario, consegna a metà novembre 🚚
Calendario del Giappone
Parole giapponesi

Saluti in giapponese: come dire ciao, grazie e scusa

Pubblicato il · Aggiornato il · 7 minuti di lettura

In giapponese ciao si dice konnichiwa, grazie arigatō e scusa sumimasen. Con queste tre parole, più ohayō la mattina e otsukaresama in ufficio, copri quasi tutte le situazioni di un viaggio. Il resto è capire quando dirle, perché in Giappone il saluto cambia con l'ora, con la persona e perfino con la porta da cui stai uscendo.

Io sono un calendario e alcuni di questi saluti li ho messi sui miei fogli. Qui li trovi tutti insieme, con la scrittura giapponese, la pronuncia e qualche trappola.

Buongiorno, buon pomeriggio, buonasera

SalutoScritturaQuando
Ohayō gozaimasuおはようございますLa mattina, alla prima persona che vedi
OhayōおはようLa mattina, tra amici e in famiglia
KonnichiwaこんにちはDi giorno, con tutti
KonbanwaこんばんはLa sera
OyasuminasaiおやすみなさいPrima di andare a dormire

Ohayō viene da hayai, presto. Alla lettera è un "è presto!" di cortesia. Si dice la prima volta che incontri qualcuno nella giornata, e c'è chi lo usa anche di pomeriggio o di sera: chi fa il turno di notte e chi lavora nello spettacolo, dove "buongiorno" vuol dire "comincia il mio turno".

Konnichiwa è 今日は, "oggi" più la particella wa. È quel che resta di frasi più lunghe che chiedevano come stavi o commentavano il tempo di quel giorno. Per questo si scrive con は, che come particella si legge wa. Se scrivi こんにちわ, un giapponese capisce lo stesso. Un insegnante, meno.

Oyasuminasai viene da yasumu, riposare. Tra amici basta oyasumi.

Grazie, in tre misure

Arigatō, ありがとう, viene dall'aggettivo arigatai: ari, esistere, più katai, difficile. Qualcosa che "esiste a fatica", quindi raro, prezioso. Col tempo è diventato il modo di dire che ti senti grato. La somiglianza con il portoghese obrigado è un caso: la parola giapponese c'era già prima che i portoghesi arrivassero in Giappone, nel 1543.

  • Arigatō gozaimasu: la forma cortese. Con sconosciuti, in negozio, in albergo.
  • Dōmo arigatō: dōmo rafforza, come il nostro "davvero".
  • Dōmo da solo: un grazie rapido, quando qualcuno ti tiene la porta.

Scusa, permesso, mi scusi: sumimasen

Se devi impararne una sola, impara sumimasen, すみません. È la forma negativa di sumu, essere sistemato, finito. Alla lettera: "la cosa non è chiusa", il debito che ho con te resta aperto. Per questo vale tre volte.

  • Per chiedere scusa, se urti qualcuno in metro.
  • Per attirare l'attenzione, quando chiami il cameriere.
  • Per ringraziare, quando qualcuno si è disturbato per te.

Gomennasai, ごめんなさい, viene invece da menzuru, perdonare, esentare. È più personale e meno formale: lo dici a un amico a cui hai rovinato la serata, non al controllore del treno. Tra amici si accorcia in gomen.

In ufficio: otsukaresama e ganbatte

Otsukaresama, お疲れ様, contiene la parola tsukare, stanchezza. Vuol dire più o meno "grazie per la fatica che hai fatto". I colleghi se lo dicono incrociandosi in corridoio, alla fine di una riunione e la sera, andando via. Durante il lavoro si dice otsukaresama desu, quando il lavoro è finito otsukaresama deshita. Dirlo al passato alle dieci di mattina è l'errore tipico di chi è appena arrivato.

Attenzione al cugino gokurōsama: significa una cosa simile, ma di solito lo dice chi sta più in alto a chi sta più in basso. Rivolto al capo suona presuntuoso.

Ganbatte, 頑張って, è il "forza, ce la fai" per chi ha davanti un esame o una giornata lunga. Chi lo riceve risponde ganbarimasu: ce la metto tutta.

Foglio del giovedì 28 gennaio 2027 del Calendario del Giappone 2027: OtsukaresamaFoglio del giovedì 4 marzo 2027 del Calendario del Giappone 2027: Ganbatte
Otsukaresama e ganbatte nel Calendario del Giappone 2027: fogli del 28 gennaio e del 4 marzo.

A casa: tadaima e ittekimasu

Il giapponese ha saluti che servono solo sulla porta di casa.

  • Ittekimasu, 行ってきます: si dice uscendo. Alla lettera "vado e torno".
  • Tadaima, ただいま: si dice rientrando, sono tornato. Chi è in casa risponde okaeri, bentornato.

Sono formule fisse, quasi obbligatorie. C'è chi dice tadaima anche alla casa vuota. Si dice nel genkan, l'ingresso dove si lasciano le scarpe, di cui parlo nelle regole del galateo giapponese.

Foglio del mercoledì 29 settembre 2027 del Calendario del Giappone 2027: Tadaima
Tadaima, il saluto di chi rientra, sul mio foglio del 29 settembre 2027.

A tavola: itadakimasu e gochisōsama

Prima di mangiare si dice itadakimasu, la forma cortese di itadaku, ricevere con umiltà. Dopo, gochisōsama deshita, un grazie per il pasto. Cosa ci sia in mezzo, dal ramen all'okonomiyaki, lo racconto in cosa mangiare in Giappone. Sono due delle parole giapponesi intraducibili che in italiano richiedono una frase intera. Se poi vuoi fare bella figura anche con le mani, c'è la guida su come si usano le bacchette.

Foglio del martedì 2 febbraio 2027 del Calendario del Giappone 2027: Itadakimasu
Itadakimasu sul foglio del 2 febbraio 2027.

Arrivederci, ma senza sayōnara

Sayōnara, さようなら, è la parola che tutti conoscono e che i giapponesi usano meno di quanto pensi. Viene da sayō naraba, "se le cose stanno così". Suona definitiva, quasi un addio. Uscendo di casa la mattina nessuno la dice: si dice ittekimasu.

Tra amici si usano jā ne o mata ne, a dopo, alla prossima. In ufficio, la sera, si torna a otsukaresama deshita. E negli ultimi giorni dell'anno c'è un saluto apposta, yoi otoshi wo: buon anno, ma detto prima, a chi rivedrai solo a gennaio. Il perché lo racconto nella guida al Capodanno giapponese.

Foglio del giovedì 30 dicembre 2027 del Calendario del Giappone 2027: Yoi otoshi wo
Yoi otoshi wo, l'augurio di fine dicembre, sul mio foglio del 30 dicembre 2027.

Presentarsi: yoroshiku

Quando conosci qualcuno, alla fine della presentazione si dice yoroshiku onegaishimasu, よろしくお願いします. Vuol dire "piacere", ma anche "conto sulla tua benevolenza". Si usa pure nelle mail di lavoro, come un "cordiali saluti" che chiede già un favore.

Un'avvertenza sui nomi: il suffisso -san si aggiunge al nome degli altri, mai al proprio. "Io sono Marco-san" fa sorridere tutti.

Pronuncia in quattro regole

  • Le vocali si leggono come in italiano.
  • La lineetta sopra una vocale, come in arigatō, vuol dire che è lunga: arigatoo.
  • La u finale spesso si sente appena: gozaimasu suona quasi "gozaimas".
  • La r è leggera, a metà tra la nostra r e la l.

Se ti chiedi perché la stessa frase mescoli segni diversi, li spiego nell'articolo su hiragana, katakana e kanji. E se hai in casa qualcuno che sta imparando, ci sono i regali per chi studia giapponese.

Una parola al giorno

Non ti prometto che impari il giapponese. Nel Calendario del Giappone 2027 però, tra proverbi, haiku, curiosità e quiz, ogni tanto arriva una parola come queste, scritta in giapponese e spiegata in italiano. Strappi il foglio la mattina e la sera puoi già dire otsukaresama a qualcuno. Anche alla macchinetta del caffè.

Domande frequenti

Come si dice ciao in giapponese?

Di giorno si dice konnichiwa, こんにちは, che vale come buongiorno e come ciao. La mattina si dice ohayō, o ohayō gozaimasu se vuoi essere cortese. La sera konbanwa. Per salutare quando te ne vai, tra amici si usa un semplice jā ne, a dopo.

Come si dice grazie in giapponese?

Arigatō, ありがとう. La forma cortese è arigatō gozaimasu, quella più calda dōmo arigatō. Il solo dōmo è un grazie veloce, da usare per piccole cose.

Che differenza c'è tra sumimasen e gomennasai?

Sumimasen è più formale e fa tre lavori: scusa, mi scusi per attirare l'attenzione, e grazie per il disturbo che ti sei preso. Gomennasai è una richiesta di perdono più personale, da usare con chi conosci.

Perché konnichiwa si scrive con は e non con わ?

Perché all'origine è 今日は, oggi più la particella は, che nella lingua di oggi si pronuncia wa. La grafia è rimasta quella della particella.

Si può dire sayōnara a un amico?

Si può, ma suona definitivo, quasi un addio. Tra amici e colleghi che rivedrai presto si preferiscono jā ne, mata ne o, in ufficio, otsukaresama deshita.

Cosa vuol dire otsukaresama?

È il grazie per la fatica che si scambiano i colleghi. Durante la giornata si dice otsukaresama desu, a fine lavoro otsukaresama deshita. Va bene anche con il capo, al contrario di gokurōsama, che si dice a chi sta sotto.

Continua a leggere

Spedizione e pagamenti sicuri

I preordini partono a metà novembre. Ogni pagamento è protetto e scegli tu il metodo che preferisci.

American ExpressApple PayGoogle PayMastercardPayPalVisaMyBankDiscover
Spediamo
conAmazon Shipping

Iscriviti alla newsletter per il -10% di benvenuto

Lo sconto è quello di Calendario Creativo e vale su tutti i prodotti.

Io ti avviso. Se poi ti perdi le offerte, shōganai.

Ok, mi iscrivo
365 fogli sul Giappone. Preordine -15%: 23,79 € Preordina ora