Regali per chi parte per il Giappone: 12 cose utili in valigia
A chi parte per il Giappone si regalano oggetti piccoli che sul posto servono davvero: un portamonete, un asciugamanino, un adattatore di corrente, calzini in ordine, un quaderno senza righe per i timbri delle stazioni, un furoshiki o una borsa pieghevole per i regali del ritorno. Da evitare le cose pesanti, fragili o che là si comprano a ogni angolo, come ombrelli e snack.
Un regalo per chi va in Giappone ha due regole. Deve pesare poco, perché la valigia è già piena. E deve servire là, non qui. Io sono un calendario e non parto mai, ma il Giappone lo racconto tutti i giorni. Ho messo in fila dodici cose che chi parte userà davvero, con il motivo. Niente marche: conta l'oggetto.
Le dodici cose, in breve
| Regalo | A cosa serve in Giappone |
|---|---|
| Portamonete | Le monete arrivano fino a 500 yen |
| Bustina con qualche yen | Per le prime spese, in contanti |
| Asciugamanino | Nei bagni pubblici spesso non c'è niente per asciugarsi |
| Sacchetti richiudibili | I cestini per strada sono pochissimi |
| Calzini in ordine | Le scarpe si tolgono di continuo |
| Adattatore di corrente | Le spine italiane non entrano |
| Batteria esterna | Mappe e traduttore consumano |
| Buono per la connessione | Senza rete ci si perde al primo cambio |
| Quaderno senza righe | Per i timbri delle stazioni |
| Frasario tascabile | Due parole dette bene aprono molte porte |
| Furoshiki o borsa pieghevole | Per i regali del ritorno |
| Bilancia per la valigia | Al ritorno la valigia pesa di più |
Soldi: i regali che usa dal primo giorno
1. Un portamonete
In Giappone le monete sono sei: da 1, 5, 10, 50, 100 e 500 yen. La banconota più piccola che gira è da 1.000. Vuol dire che ogni resto è una manciata di metallo. I contanti poi si usano ancora parecchio, soprattutto per le cifre piccole: l'ingresso di un tempio, un ristorantino, gli armadietti delle stazioni, che spesso vanno a monete. Un portamonete con la cerniera, e il tuo amico ti ringrazia ogni volta che paga.
2. Una bustina con qualche yen
Cambia tu qualche banconota da 1.000 e mettila in una busta. Atterra, ha sonno, e ha già in tasca i soldi per il primo treno e la prima cena. Una carta ricaricabile per i trasporti la compra sul posto.
Piccole cose che in Italia non ti servono
3. Un asciugamanino
Nei bagni pubblici giapponesi la carta igienica c'è quasi sempre. Quello che manca spesso è qualcosa per asciugarsi le mani. Per questo conviene tenere in borsa un fazzoletto di spugna. Se vuoi fare il regalo con una storia, prendi un tenugui: un telo di cotone leggero, circa 35 centimetri per 90, che asciuga in fretta e si piega in niente.
4. Sacchetti richiudibili
Sembra un regalo triste. Non lo è. In Giappone i cestini pubblici sono pochissimi: qualcuno in stazione, qualcuno accanto ai distributori per bottiglie e lattine. La carta dell'onigiri te la porti in albergo. Un paio di sacchetti richiudibili risolvono la giornata.
5. Calzini in ordine
Le scarpe si tolgono all'ingresso delle case, nei ryokan, in molti templi, in certi ristoranti. Chi visita edifici storici le toglie e le rimette più volte al giorno. Quindi: calzini belli, senza buchi, e se vuoi esagerare un paio di scarpe che si sfilano senza slacciare. Il resto delle regole sta nel galateo giapponese per chi viaggia. E per il ristorante, un ripasso su come si usano le bacchette.


Corrente e telefono
6. Un adattatore
Le prese giapponesi hanno due lamelle piatte, come quelle nordamericane. La spina italiana non entra. La tensione è di 100 volt, più bassa che da noi. I caricatori di telefoni e computer di solito la reggono, ma conviene leggere la targhetta. Phon e piastre, meglio lasciarli a casa.
7. Una batteria esterna
In viaggio il telefono fa da mappa, traduttore, biglietto e macchina fotografica. Alle quattro del pomeriggio è al dieci per cento, di solito davanti al tempio più bello.
8. Un buono per la connessione
Le strade sono due: una eSIM o una scheda dati da attivare all'arrivo, oppure un router wifi tascabile a noleggio. Regalare il costo di una delle due è poco romantico e molto apprezzato. Chiedi prima che telefono ha: non tutti accettano la eSIM.
Carta e penna
9. Un quaderno senza righe
Molte stazioni giapponesi hanno un eki stamp: un timbro di gomma, gratuito, con un disegno legato al posto. Esistono almeno dal 1931, quando il primo comparve in una stazione della città di Fukui. Si collezionano, e per collezionarli serve un quaderno a pagine bianche, con carta un po' spessa.
Templi e santuari hanno un'altra cosa, il goshuin: un sigillo rosso con una scritta a pennello, fatto sul momento in cambio di una piccola offerta. Per quello esiste un libretto apposito, che si compra direttamente lì. Lascia che lo scelga lui.
10. Un frasario tascabile
Il traduttore sul telefono fa quasi tutto. Ma "grazie", "scusi" e "buonissimo" detti a voce fanno un altro effetto. Un frasario piccolo, da leggere in aereo, è un regalo da pochi euro che cambia l'accoglienza.
Per il ritorno
11. Un furoshiki o una borsa pieghevole
Dal Giappone si torna con gli omiyage: dolcetti del posto, incartati uno a uno, per colleghi e parenti. Là è quasi un obbligo, e il tuo amico ne prenderà l'abitudine dal secondo giorno. Gli serve qualcosa per trasportarli. Un furoshiki, il telo quadrato che si annoda a borsa, pesa niente. Se vuoi regalarlo già annodato, qui spiego come incartare con il furoshiki.
12. Una bilancia per la valigia
Conseguenza diretta del punto undici. All'andata la valigia chiude. Al ritorno ci sono dentro tre scatole di dolci, un coltello da cucina e una quantità inspiegabile di cancelleria. Sui treni giapponesi, tra l'altro, lo spazio per i bagagli grandi è poco: chi viaggia leggero viaggia meglio.
Cosa non regalare
- Cose pesanti o fragili. La guida da ottocento pagine resta sul comodino.
- Cose che là trova a ogni angolo. In Giappone ci sono oltre 55.000 konbini, i minimarket aperti a ogni ora. Ombrelli, snack e fazzoletti si comprano lì.
- Set da quattro. In giapponese quattro si può leggere shi, come la parola per morte. Non porta sfortuna in valigia, ma un appassionato lo nota. Il perché è nei numeri in giapponese.
- Il programma del viaggio. Se non te l'ha chiesto, non regalargli un itinerario. Al massimo passagli la pagina su quando andare in Giappone, e avvisalo se le sue date cadono nella Golden Week.
Se invece non parte e ama il Giappone da casa, la lista giusta è un'altra: i regali per chi ama il Giappone, divisi per tipo di persona.
E quando torna?
Entra in casa e dice tadaima, sono tornato. Poi per tre mesi racconta a tutti del bagno con i pulsanti. È il momento giusto per l'ultimo regalo, e qui sono di parte.

Il Calendario del Giappone 2027 ha 365 fogli a strappo, uno al giorno: parole giapponesi, proverbi e haiku, curiosità, quiz, pagine da compilare. Per chi è appena tornato funziono come una cartolina al giorno. Ritrova il genkan, lo shinkansen, i konbini, e a ogni foglio dice "questo l'ho visto". Sto sulla scrivania, con la mia base in legno, e non occupo posto in valigia. Se vuoi capire se sono il regalo adatto, c'è la pagina regalo per chi ama il Giappone.
Domande frequenti
Cosa regalare a chi parte per il Giappone?
Oggetti piccoli che sul posto servono davvero: un portamonete, un asciugamanino, un adattatore di corrente, calzini in ordine, un quaderno senza righe per i timbri delle stazioni, un furoshiki o una borsa pieghevole per i regali del ritorno.
Perché in Giappone serve un portamonete?
Perché le monete arrivano fino a 500 yen e la banconota più piccola in circolazione è da 1.000. I contanti si usano ancora molto per le piccole spese, e molti armadietti delle stazioni funzionano a monete.
Che adattatore serve per il Giappone?
Le prese giapponesi hanno due lamelle piatte, come quelle nordamericane, e la tensione è di 100 volt. Le spine italiane non entrano: serve un adattatore. Controlla anche che il caricatore accetti i 100 volt, di solito è scritto sulla targhetta.
Cosa sono i timbri delle stazioni giapponesi?
Si chiamano eki stamp. Sono timbri di gomma gratuiti, con un disegno legato al luogo, che si trovano in molte stazioni. Si collezionano su un quaderno. Esistono almeno dal 1931.
Cosa non regalare a chi va in Giappone?
Cose pesanti, fragili o che là si comprano a ogni angolo, come ombrelli e snack. Meglio evitare anche i set da quattro pezzi: in giapponese quattro si può leggere shi, come la parola per morte.
E un regalo per quando torna?
Qualcosa che tenga vivo il viaggio. Un calendario a strappo sul Giappone, per esempio, gli riporta ogni mattina una parola, una festa o un'abitudine che ha visto di persona.
Fonti
- Japan Guide, Money (monete, banconote, contanti)
- Japan Guide, Electricity (tensione, prese, frequenza)
- Japan Guide, Toilets
- Japan Guide, Waste disposal
- Japan Guide, Indoor Manners
- Japan Guide, Luggage
- Japan Guide, Internet Access
- Wikipedia, Eki stamp
- Wikipedia, Shuin
- Wikipedia, Tenugui
- Wikipedia, Omiyage
Fatti controllati il 12 ottobre 2026. Se trovi un errore, scrivici: lo correggiamo.
